Lockdown energetico? Il capitalismo ha fallito

 Segnalo schematizzando di seguito l'articolo di Alberto Marzocchi a Ugo Biggeri su "Il fatto quotidiano" che mi pare interessante
 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/12/lockdown-energetico-rinnovabili-biggeri-notizie-trump-intervista/8349234/ 

Il paradosso energetico italiano

  • Risorse vs Politica: L'Italia dispone di abbondanti risorse naturali (sole, vento, acqua), ma sconta una mancanza di visione politica a lungo termine.

  • Il confronto con la Spagna: Se l'Italia avesse investito seriamente nelle rinnovabili negli ultimi vent'anni, oggi godrebbe di una sovranità energetica simile a quella spagnola, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dagli shock geopolitici.

Critica al Nucleare e ai Combustibili Fossili

  • Limiti del nucleare: Nonostante le competenze tecniche (dottorato in Fisica), Biggeri boccia il nucleare per i costi elevati, i tempi di realizzazione decennali e la vulnerabilità delle centrali in contesti di instabilità bellica.

  • Responsabilità intergenerazionale: Citando Hans Jonas, l'autore sostiene che non si debbano scaricare problemi irrisolvibili (scorie e rischi) sulle generazioni future.

  • Negazionismo politico: Viene criticato l'approccio "drill, baby, drill" e la politicizzazione della sostenibilità operata dalle destre (es. Trump), che dipingono la transizione ecologica come un'istanza elitaria anziché una necessità pratica.

Un nuovo paradigma economico: La "Londa School of Economics"

  • Il valore del limite: Contrariamente all'economia dominante basata sul profitto immediato e sul consumo illimitato, Biggeri propone il concetto di "limite generativo". Porre dei limiti (es. l'uscita dal petrolio) non blocca lo sviluppo, ma stimola l'innovazione tecnologica e sociale.

  • Le aree interne come modello: Luoghi come Londa insegnano a vivere in equilibrio con la natura e a rispettare i limiti delle risorse, offrendo un'alternativa concreta al modello estrattivo attuale.

La sfida della Transizione Ecologica

  • Paura e consenso: La transizione ecologica è oggi percepita con timore perché è passata l'idea che i costi ricadano sulle classi più deboli.

  • Desiderabilità: Nonostante le resistenze politiche e la paura usata come arma elettorale, esiste ancora un desiderio latente di cambiamento, che richiede però una gestione più equa e meno ideologica rispetto a quanto fatto con il Green Deal europeo.


 

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