La Cina avvia la fornitura su larga scala di chip al gallio per la rete 6G spazio-terra.
Una svolta nella fornitura di chip di nuova generazione.
Ecco un riassunto in italiano dell'articolo apparso sul quotidiano SCMP:
Produzione e Consegna di Massa
La Cina ha avviato per la prima volta la produzione in serie e l'uso commerciale di chip all'avanguardia in nitruro di gallio (GaN), consegnandone 5 milioni di unità.
Il chip è stato sviluppato dal No 55 Research Institute della CETC (società sanzionata dagli USA) e dalla sua controllata Nanjing Guobo Electronics.
Caratteristiche Tecniche e Innovazione
Vantaggi del GaN: Rispetto al silicio tradizionale (che si surriscalda alle alte frequenze richieste da 5G e 6G), il nitruro di gallio resiste ad alte temperature e tensioni. I chip risultano più piccoli, più potenti e capaci di trasmettere segnali a distanze maggiori.
Soluzione ingegneristica: Per ridurre i costi elevati del GaN puro, gli ingegneri hanno fatto crescere uno strato di questo materiale su un substrato di silicio più economico. Il metodo unisce le alte prestazioni del GaN ai bassi costi di fabbricazione del silicio.
Funzione chiave: Ogni terminale integra un chip amplificatore di potenza che invia segnali a satelliti o stazioni di terra, agendo da elemento abilitante per la rete.
Applicazioni e Scenari d'Uso
I chip fungeranno da infrastruttura fondamentale per la rete informativa integrata spazio-aria-terra (6G), programmi spaziali commerciali, comunicazioni d'emergenza ed economia a bassa quota.
Secondo gli analisti, potrebbero essere usati in smartphone top di gamma o dispositivi mobili delle forze dell'ordine per integrare il segnale satellitare dove manca la rete cellulare (sebbene l'uso civile in Cina rimanga limitato data la già capillare copertura di rete).
Contesto Geopolitico
La Cina è il principale detentore ed esportatore mondiale di gallio e impone rigidi controlli sulle sue esportazioni.
Questa innovazione si inserisce nel contesto della guerra commerciale e delle restrizioni occidentali sui semiconduttori; diversi istituti della CETC sono infatti inclusi nella "black list" (Entity List) del Dipartimento del Commercio statunitense per via dei loro legami con l'esercito.
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