COSI È FINITA L'ALLEANZA ATLANTICA?
Dall'articolo di Fabio Mini su "Il fatto quotidiano" di sabato 11 luglio 2026
Ecco un riassunto preciso, strutturato e conciso dell'articolo di Fabio Mini sul vertice NATO di Ankara del luglio 2026.
Il Contesto del Vertice di Ankara: Un'Alleanza In Crisi
Secondo l'autore, il vertice di Ankara sancisce in modo "meschino e banale" la fine della spinta propulsiva della NATO.
Una fine tardiva: La NATO avrebbe dovuto sciogliersi trent'anni fa con la fine dell'URSS.
La dipendenza dagli USA: Storicamente (e ancora oggi), la coesione dell'alleanza non è basata sulla sovranità dei membri, ma su un regime di sudditanza e servitù strategica nei confronti degli Stati Uniti, i quali hanno sempre considerato l'Europa come un potenziale campo di battaglia spendibile.
La prima giornata del vertice: È stata dominata da promesse irrealistiche su miliardi e capacità produttive militari inesistenti, con un presidente ucraino descritto come "trafficante d'armi" che propone di produrre armamenti sotto licenza mentre la Russia distrugge l'industria bellica del suo Paese.
I Tre Errori Strategici del Comunicato Finale
La seconda giornata del vertice si è conclusa con un comunicato autocelebrativo e speculare a quello dell'anno precedente, basato su tre concetti cardine considerati fallimentari:
1. La Russia come minaccia a lungo termine
La contraddizione del riarmo: Definire la minaccia "a lungo termine" richiederebbe tempo per negoziare, non un riarmo immediato.
La cecità della propaganda: Gli USA di Trump e la NATO di Rutte usano questo presupposto per giustificare una preparazione ventennale alla guerra (ricerca di fondi, materie prime, chip cinesi). Tuttavia, l'autore avverte che il tempo è già scaduto: la Russia ha già trasformato l'operazione speciale in guerra aperta e risponde agli attacchi occidentali colpendo le retrovie in Ucraina occidentale e nei Paesi NATO/UE.
2. Il presunto contributo dell'Ucraina alla sicurezza transatlantica
Gestione della capitolazione: L'insistenza sui debiti e sui soldi fa sospettare che la NATO stia in realtà preparandosi a gestire la capitolazione di Kiev, piuttosto che a difenderla.
Sfruttamento dell'insicurezza: Non esiste una reale sicurezza nel continuare una guerra che rischia di fare terra bruciata. Il riarmo promosso da Rutte non è un investimento reale nella sicurezza, ma una speculazione economica basata sui debiti.
3. La posizione sull'Iran
Sudditanza politica: L'intimazione all'Iran di non sviluppare il nucleare e di aprire lo Stretto di Hormuz viene vista come un puro atto di sottomissione geopolitica all'arroganza di Stati Uniti e Israele. Il punto non è condiviso da tutti i membri, ma ricade sui singoli Paesi che si fanno carico dell'insicurezza in Medio Oriente.
La metafora finale: Il vertice si chiude con il dono provocatorio del padrone di casa Erdogan, che regala ai partecipanti una pistola a tamburo. Per l'autore, questo gesto non è solo un richiamo al Far West, ma il simbolo perfetto dell'ultima risorsa dei disperati: il rischio del suicidio tramite "roulette russa".
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